Cisti di Baker: Come intervenire

Cisti di Baker

Cause delle cisti di Baker

Le cause delle cisti di Baker sono principalmente di due diverse nature: la cisti di Baker primaria, di origine idiopatica, e la cisti di Baker secondaria, come conseguenza di un’altra patologia articolare del ginocchio.

Più nel dettaglio, la cisti di Baker primaria, tipica dell’età giovanile, insorge senza che vi sia un motivo preciso, con articolazione sana del ginocchio. È dunque possibile che a determinare le cisti di Baker sia un anomalo passaggio di liquido sinoviale dell’articolazione del ginocchio alla borsa poplitea. La cisti di Baker secondaria è invece tipica dell’età adulta, e si forma come una diretta conseguenza di una preesistente patologia del ginocchio.

Come riconoscere le cisti di Baker

Le cisti di Baker si riconsocono per la presenza di una massa simile a un nodulo nella zona posteriore del ginocchio. Può verificarsi altresì gonfiore e dolore al ginocchio, rigidezza articolare, rumore al movimento del ginocchio.

via

ICSI (iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi)

Tecnica recente che consiste nell’iniettare il singolo spermatozoo direttamente nel citoplasma dell’ovocita tramite un microago.Nel seme di certi maschi non sono presenti spermatozoi.

In tal caso si ricorre a due tecniche:
PESA (aspirazione degli spermatozoi dai testicoli ed epididimo)
TESA (prelievo bioptico degli spermatozoi dal testicolo)

Ultime novità per facilitare l’impianto intrauterino del pre-embrione. Il mancato impianto del pre-embrione può dipendere dal fatto che esso risulta avvolto in un involucro detto “zona pellucida”. Con una manipolazione è possibile interrompere questa zona pellucida per facilitare l’attecchimento del pre-embrione all’andometrio.

COLTURA DELLE BALSTOCISTI

La coltura in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti è una delle ultime possibilità offerte dalla scienza per facilitare l’impianto dell’embrione. Viene cioè prolungata la permanenza dell’ovocita fecondato in provetta fino al raggiungimento di 200 cellule. Si arriva così ad avere un blastocista che rispetto al pre-embrione ha sicuramente più possibilità di avere successo dopo l’impianto perché non tutti gli ovociti fecondati riescono a crescere e moltiplicare le proprie cellule.

Si può dimagrire velocemente con gli alimenti light?

Dimagrire-velocemente

È capitato a tutti. Recandosi in un qualsiasi supermercato, ci si può imbattere in un ricco catalogo di prodotti con la denominazione “light” o “leggero”. Ma sono realmente efficaci per poter dimagrire velocemente?

In primo luogo, ricordate che anche se sulla condizione si legge “light”, “senza zuccheri aggiunti”, “povero di grassi”, non significa che in realtà siano alimenti poveri di calorie. È infatti molto probabile che possano apportare meno energia rispetto all’originale, ma è anche vero che in molti casi continuano comunque ad essere a essere troppo calorici per poterci aiutare nell’obiettivo del dimagrire velocemente. In aggiunta a ciò, non bisogna dimenticare che alcuni sono ricchi di additivi. Quindi in questo caso è molto importante, quando si comprano, sapere esattamente che cosa si sta acquistando.

Se il proprio obiettivo è perdere peso, includere certi alimenti “light” nella dieta in modo sensato e intelligente – ricordava il magazine ViverSani qualche settimana fa – potrebbe essere utile per diminuire le calorie. Sono anche adatti se, per problemi di salute, bisogna limitare l’assunzione di grassi e/o di zuccheri

Ma cosa si intende esattamente per alimento light? Per poter dare una risposta puntuale a tale interrogativo non possiamo che ricorrere alla normativa europea, che classifica come light un alimento che fornisce almeno il 30% in meno di certi ingredienti (soprattutto grassi e zuccheri) dell’alimento normale. Tuttavia, non è detto che anche il valore calorico si abbassi della stessa percentuale, poiché l’ingrediente ridotto viene sostituito con altre sostanze

Di fatti, per poter essere meno calorici i prodotti riducono le calorie diminuendo o sostituendo la quantità di grassi e zuccheri con altri componenti che, almeno potenzialmente, potrebbero poi rendere lo stesso prodotto addirittura molto più calorico di altri prodotti “normali” sul mercato. Come sostitutivi di grassi si usano di fatti alcuni composti chimici come i mimetici (che simulano la consistenza dei grassi, ma non li sostituiscono totalmente) o i sostituti.

Al posto dello zucchero si punta invece spesso a utilizzare il fruttosio. Ma attenzione: sia lo zucchero che il fruttosio contengono la stessa quantità di calorie, e se questi alimenti sono utili per i diabetici, non sono altrettanto utili per essere inclusi in una dieta ipocalorica. Altre volte si usano dolcificanti artificiali non calorici come aspartame o saccarina, che sarebbe bene non ingerire in grandi quantità.

Tagli preferiti dalle donne: eccoli svelati!

capelli corti uomo

La ricerca maschile dei tagli preferiti dalle donne è un lungo percorso senza una meta precisa: non esiste infatti un unico taglio che potrà fare innamorare di voi tutte le donne che incontrerete per strada, ma esistono comunque alcuni consigli di stile che possiamo indurvi a sperimentare per poter rinnovare il vostro hairstyle, rendendolo ancora più aggraziato e attrattivo! Qualche esempio?

Se amate i capelli corti, le opportunità che avrete per poter adottare un taglio preferito dalle donne sono tantissimi: dal medio al corto tendente al rasato, l’importante è calibrare la lunghezza sul profilo dei vostri lineamenti, ricordandovi sempre di aggiustare il volume laddove può servire maggiormente (ad esempio, nella parte superiore nel caso in cui abbiate necessità di apparire un pò più alto).

Se invece amate i capelli lunghi, sappiate che questa lunghezza è l’ideale per potervi conferire un fascino aggiuntivo davvero irresistibile, che può addolcire i lineamenti molto duri. L’accoppiata con un pò di barba sembra essere un must have anche nel corso del prossimo autunno.

Per quanto infine concerne i rasati, si tratta generalmente di un’ottima alternativa di stile, che potrà darvi un tocco di grandissima personalità e – naturalmente – garantirvi una straordinaria scelta di comodità. Ricordate però che il taglio rasato metterà a nudo il vostro viso: dunque, se avete un bel viso regolare lo farà esaltare positivamente, mentre se avete un viso con un bel pò di difetti, il look sarà un disastro!

A proposito di rasati, guai a sottovalutare gli undercut e i sidecut, due tagli di capelli che negli ultimi anni hanno acquisito una grandissima tendenza: sarà sufficiente rasare una parte della chioma quasi a zero, lasciando i capelli nella sommità un pò più lunghi, e il gioco è fatto.

E voi che ne pensate? Avete individuato qualche taglio di capelli preferito dalle donne?

Gli Aminoacidi ramificati, cosa sono?

Gli Aminoacidi grazie ai quali ricaviamo energia dalle proteine: gli Aminoacidi Ramificati: la leucina, l’ isoleucina e la valina.

Gli aminoacidi ramificati (detti anche aminoacidi a catena ramificata o, ancora, BCAA, che poi è l’ acronimo delle parole inglesi “Branched Chain Amino Acids”) sono tre “aminoacidi essenziali”, dove per essenziali si intende che non vengono sintetizzati, prodotti, dal nostro organismo, e pertanto devono essere introdotti in esso attraverso la dieta, con l’ alimentazione, i cui nomi sono: leucina, isoleucina e valina. Questi tre aminoacidi vengono detti ramificati perché hanno una particolare struttura che forma, per l’ appunto, delle ramificazioni; essi sono molto importanti nella sintesi proteica e sono parte attiva nel processo grazie al quale si ricava energia dalle proteine. Sintetizziamone, di seguito, alcune caratteristiche, le più importanti.

La Leucina

La leucina (nome completo: L-leucina o acido 2(S)-ammino-4-metilpentanoico) è il più importante dei tre aminoacidi ramificati. La formula chimica della Leucina è C6H13NO2.

Oltre che nel tessuto muscolare e nel fegato la Leucina prende parte attiva anche a processi del tessuto adiposo. La ritroviamo in abbondanza nei cibi particolarmente ricchi di proteine, ma si trova in notevoli quantità anche nei legumi e nei cereali, cosa che non accade, invece, con gli altri aminoacidi.

L’ Isoleucina

L’isoleucina (nome completo: L-isoleucina o acido 2(S)-ammino-3(S)-metilpentanoico), analogamente alla leucina, è un aminoacido ramificato. Lo si trova particolarmente abbondante nella carne e nel pesce, ma in discrete quantità anche nei legumi, nei derivati del latte e nelle uova. La formula chimica dell’ Isoleucina è C6H13NO2.

Oltre ad essere, come la Leucina, un aminoacido chetogenico (può essere convertito in corpi chetonici), è anche un aminoacido glucogenico (può essere convertito, cioè, in glucosio, zucchero). In condizioni di normalità queste due attività metaboliche non sono sensibilmente in azione, ma lo diventano allorché il nostro organismo viene sottoposto a lunghi digiuni oppure in occasione della riduzione degli zuccheri nel sangue per esempio in seguito a sforzi che si prolunghino particolarmente nel tempo.

La Valina

La Valina (nome completo: L-valina o acido 2(S)-ammino-3-metilbutanoico, la cui formula chimica è C5H11NO2). Le funzionalità mentali e nervose, oltre che il coordinamento muscolare, ricevono un importante contributo dalla presenza della Valina.

La degradazione di questo aminoacido ramificato induce la formazione di propionil-CoA il quale, dopo la conversione in succinil-CoA, contribuisce al completamento del ciclo di Krebs.

Notevoli quantità dell’ aminoacido ramificato Valina si riscontrano nei petti di pollo, nella carne di manzo, nella segale e nel salmone.

Questi tre aminoacidi ramificati, la Leucina, l’ Isoleucina e la Valina devono essere assunti insieme ed in un rapporto che la letteratura indica in 2:1:1.

via: http://www.guidasalute.it/aminoacidi-ramificati/2186/

Prima settimana di gravidanza: ecco cosa succede

settimana di gravidanza

Per chi non lo sa, la prima settimana di gravidanza inizia con il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Generalmente la prima settimana di gestazione non viene scoperta dalla maggior parte delle donne soprattutto se la gravidanza non è stata pianificata, e pertanto pensano che il ritardo della mestruazione sia un processo del tutto normale.

Dopo il concepimento è raro avvertire sintomi della gravidanza, ma il frequente bisogno di fare pipì, dolori al basso ventre, stanchezza, cambiamenti di umore vengono intesi come cose comuni.

Ma una volta che la gravidanza viene scoperta, la prima cosa da fare è calcolare la data dell’ultimo ciclo mestruale, ossia il primo giorno della fine della mestruazione. In questo modo si può scoprire la data esatta in cui il bambino dovrebbe essere partorito.

Lo sviluppo del bambino

Nella prima settimana di gravidanza non c’è ancora nessun bambino nel grembo materno, e il concepimento avviene soltanto dopo due settimane dalla fine delle mestruazioni. Tuttavia questo periodo viene incluso nella gravidanza, anche se in realtà ancora non si è incinte.

Cambiamenti del corpo

Dopo la prima settimana non ci sono cambiamenti fisici importanti, mentre all’interno del corpo si iniziano ad avvertire segni abbastanza evidenti. Si possono riscontrare ad esempio problemi di digestione con aria nella pancia, stitichezza, affaticamento, malessere mattutino.

Naturalmente tutti questi sintomi possono variare da persona a persona, alcune donne addirittura non avvertono nessun sintomo.

Nel momento in cui si ha la certezza di essere incinte la prima cosa da fare è quella di smettere di fumare, perché il fumo danneggia seriamente il feto. Stesso discorso vale per gli alcolici.

Inoltre è molto importante adottare uno stile di vita sano caratterizzato da una regolare attività fisica e da un’alimentazione sana ed equilibrata. Spero di essere stata utile anche questa volta…

Alla prossima!

Come curare l’orzaiolo nei bambini

orzaiolo

L’orzaiolo è un’infezione purulenta delle ghiandole sebacee delle palpebre. Solitamente tale infezione è causata da Stafilococchi e generalmente si diffonde per contatto diretto con una persona infetta.

Questa manifestazione può verificarsi sia negli adulti che nei bambini.

Questa patologia può colpire indifferentemente un occhio solo oppure entrambi. Ma per poter combattere questo fastidioso disturbo è possibile ricorrere a qualche pomata o collirio. Però in natura esistono dei rimedi naturali che sono in grado di combattere in maniera efficace tale problema.

Detto questo vediamo quali sono i sintomi che si avvertono:

Inizialmente l’occhio comincia a prudere in maniera insistente, nel giro di poco tempo si forma un rigonfiamento in corrispondenza delle ciglia, all’inizio appare rosso in seguito si riempie di materiale purulento.

Tuttavia la migliore cura per l’orzaiolo consiste in:

  • impacchi caldo umidi sulle palpebre. Questi impacchi vanno ripetuti più volte al giorno in maniera tale da accelerare la guarigione. La loro durata deve essere di almeno 20 minuti. Se gli occhi interessati sono due, bisogna non utilizzare la stessa garza per entrambi gli occhi

  • foglie di tarassaco: grazie alle loro proprietà antibatteriche e antisettiche aiutano a combattere non solo l’infezione, ma calma al contempo stesso anche il prurito.

Se la causa è un’infezione batterica, in questo caso sarà opportuno recarsi dal proprio pediatra di fiducia il quale prescriverà la giusta terapia.

Fino a quando il problema non sarà completamente risolto, bisogna utilizzare un asciugamano soltanto per il bambino, avendo l’accortezza di tamponare la cute senza sfregarla e facendo molta attenzione agli occhi.

Consigli:

  1. lasciare che l’orzaiolo si apra da solo

  2. non schiacciarlo o aprirlo con le mani

  3. fino a quando la zona non sarà guarita evitare di toccare gli occhi

  4. nel caso di orzaioli resistenti è opportuno intraprendere una terapia più aggressiva a base di antibiotici da prendere per via orale.

Alimentazione, la “scarpetta” non fa male alla salute

dieta-della-pasta

La “scarpetta“, quella gradevole abitudine che consiste nel ripulire il piatto dal sugo con un pezzo di pane, non fa male alla nostra salute, anzi.

Secondo quanto emerge da uno studio condotto dalla Glasgow University e pubblicato su uno degli ultimi numeri di The American Journal of Clinical Nutrition, raccogliere il sugo e l’olio di oliva passando nel piatto un pezzetto di pane, e ripetere tale abitudine per sei settimane, potrebbe ridurre il rischio di attacchi di cuore.

L’olio di oliva contiene infatti grassi omega-6 che possono bloccare la risposta del corpo all’infiammazione che deriva dalel patologie cardiache, e riduce altresì la pressione sanguigna.

Bradicardia: i rischi

Bradicardia

La bradicardia è una frequenza cardiaca più lenta del normale. Solitamente il cuore batte tra le 60 e le 100 pulsazioni al minuto in un adulto a riposo. Se invece il cuore batte meno di 60 volte al minuto si dispone di bradicardia.

La bradicardia può rivelarsi pericolosa se il cuore non pompa abbastanza sangue al corpo. Ma non sempre è sinonimo di malattia. Infatti sia negli sportivi che nei giovani di buona salute, la frequenza cardiaca può essere fisiologicamente bassa senza che tutto ciò possa costituire una patologia con relativa sintomatologia.

Classificazione della bradicardia

In funzione del numero di pulsazioni al minuto, la bradicardia si distingue in:

  1. bradicardia lieve: i valori della frequenza cardiaca che si riscontrano sono compresi tra 50/60 battiti per minuto

  2. bradicardia moderata: i valori della frequenza cardiaca che si rilevano sono compresi tra 40/50 battiti per minuto

  3. bradicardia severa: i valori della frequenza cardiaca che si misurano sono inferiori a 40 battiti per minuto.

Ma i valori riportati non hanno tuttavia validità assoluta in quanto ci sono individui che pur avendo una frequenza cardiaca al di sotto dei 40 battiti al minuto a riposo non avvertono nessun tipo di disturbo.

Al contrario, la bradicardia diviene patologica quando si manifesta con una sintomatologia ben evidente.

Normalmente si instaura in maniera lenta e progredisce nel tempo. Se invece insorge in modo veloce è doveroso contattare immediatamente il medico.

La bradicardia quando diviene patologica può essere caratterizzata da un quadro clinico ben definito:

  • stanchezza: si può manifestare anche a riposo

  • scompenso cardiaco

  • respirazione difficoltosa

  • vertigine

  • perdita di coscienza e svenimento

  • forti dolori al torace

I rischi

Se la bradicardia non viene trattata fin da subito, i rischi che possono insorgere sono i seguenti:

  1. arresto cardiaco e morte

  2. svenimenti ricorrenti a causa della mancanza di ossigeno al cervello

via: www.bradicardia.it

Esercizi per gli addominali bassi

addominali bassi

Gli addominali bassi sono dei muscoli importanti per il corpo, sono fondamentali per eliminare la tanta odiata pancetta che nonostante la dieta sembra non volersene proprio andare…

Ma mantenere in forma gli addominali bassi non è una cosa difficile come in apparenza potrebbe sembrare. L’unico ingrediente che serve per ottenere il risultato sperato è la buona volontà.

Quindi per una pancia piatta ecco qui di seguito alcuni esercizi, che se praticati quotidianamente anche per solo 10 minuti, vi posso assicurare che i benefici che si potranno ottenere non saranno affatto indifferenti!

Esercizio n. 1: la bicicletta

Supini, mettete le mani sotto il sedere e cercate di alzare le gambe da terra. Fate con le gambe il movimento che fareste per pedalare su una bicicletta. Per ottenere un buon risultato dovete cercare di fare movimenti ampi avendo l’accortezza di stendere per bene la gamba che sta per scendere. Ripetere l’esercizio per 3 volte in serie da 10.

Esercizio n. 2: leg raise

questo è un tipico esercizio indicato per persone già allenate. Stendetevi a terra con le gambe allineate. A questo punto facendo leva con gli addominali bassi provate a far salire le gambe finchè non si trovano sopra di voi. Poi tornate nuovamente giù. Una volta che le gambe sono perpendicolari cercate di stare fermi per almeno 5 secondi in questa maniera l’esercitazione risulterà efficace al 100%. Ripetere l’esercitazione per 3 volte in serie da 10.

Ma se volete veramente ottenere addominali bassi scolpiti, oltre agli esercizi appena illustrati è necessario cambiare abitudini alimentari. Quindi in questo caso è molto importante mangiare alimenti sani e nutrienti. Fibre, questa è la parola magica per un ventre piatto. Cercate di introdurre nel vostro regime alimentare una buona quantità di fibre che abbinati a tanta acqua depureranno senza ombra di dubbio il vostro organismo, mentre per condire le vostre pietanze moderate l’utilizzo del sale e usate invece le spezie.